| |
LA NOTTE BIANCA - NAPOLI "Mediterraneo un mare di cultura" 30/09/2006
CONCERTI
- Madredeus - Cheb Khaled - Enzo Avitabile e Bottari - Dervisci rotanti di Damasco - Rabih Abou Khalil - Les Musicians du Nil - Shaykh Hamza Shakur e l’ensemble al-Kindi - Gnawa Sidi Mimoun - Amal Murkus - Nico Zela & Fanfara Tirana - Marzouk Mejiri - Beppe Lanzetta
La tradizione, i rituali, la spiritualità, la contaminazione e l’anima mediterranea della world music. Il multiculturalismo e l’abbattimento delle frontiere dei linguaggi si sono sentiti veramente in questa NOTTE BIANCA.
L’intento è stato accogliere e far convivere suoni, sguardi e gesti di artisti di differenti culture e provenienze. Il "MEDITERRANEO un mare di cultura", questo il tema della seconda edizione della manifestazione, questo il nostro obiettivo e questa la rotta che abbiamo seguito, proponendo un itinerario di viaggio che contenesse le espressioni artistiche dei vari Paesi che condividono queste acque.
È stato commovente l’abbraccio tra KHALED e la comunità di algerini residente a Napoli che numerosissimi hanno affollato Piazza Carlo III.
È stato magico sentire l’anima mediterranea del Portogallo espressa nel concerto dei Madredeus ed è stato motivo d’orgoglio sentire Teresa Salgueiro, angelica voce del gruppo, dal palco del Virgiliano ringraziare Napoli e l’organizzazione per l’invito ricevuto dopo 10 anni di assenza. È stato affascinante l’inconsueto incontro sul palco della Galleria Umberto del musicista libanese Rabih Abou Khalil con il sardo Gavino Murgia e il francese Godard, a cui ha fatto seguito una delle pietre miliari della World Music i Musicisti del Nilo. È stato sincero il fondersi di musicalità, lo schietto incontro sul palco tra Enzo Avitabile e i Bottari di Portico, con i Musicisti del Nilo, Manu Dibango, Luigi Lai e gli altri ospiti accorsi in una gremita piazza Matteotti. È stato ipnotico vedere danzare i Dervisci Rotanti di Damasco alla Mostra d’Oltremare, ed è stato straniante vedere il pubblico e Antonello Venditti affascinati dalla musica e dai rituali di una cultura così lontana. È stato emozionante vedere il pubblico partecipare entusiasta alla cerimonia coreutica-spirituale dei Gnawa del Marocco tra le tende del villaggio berbero allestito in Villa Comunale.
È stato toccante sentire il concerto sull’”acqua” al Parco del Poggio degli albanesi Nico Zela & la Fanfara Tirana ed è stato spontaneo il loro successivo intervento musicale in una area di sosta lungo la tangenziale. È stato magnifico sentire il concerto della palestinese Amal in un luogo-simbolo di interculturalità e di integrazione, come piazza Bellini. È stata doverosa la visibilità data al “nostro” musicista tunisino Marzouk Mejri ad apertura del concerto di Tonino Carotone a piazza Neghelli. Quella notte Napoli è stata un cantiere in cui le culture si sono contaminate e si sono sforzate sotto un comune denominatore di ritrovare le assonanze e le differenze. Del resto Napoli è da sempre un crocevia di culture diverse, da quelle orientali a quelle occidentali. E' una naturale porta verso il Mediterraneo. In questo modo “La notte bianca di Napoli” si è proposta come il più importante appuntamento internazionale per la città, appuntamento a cui 3dunion, grazie alla fiducia accordataci, ha dato una grossa spinta artistica. È stato bello ricevere da tutti questi artisti il ringraziamento per aver partecipato a questa Notte Bianca, tributo che noi di 3dunion sentiamo il dovere di estendere a tutti Voi.
Galleria immagini
|
|
|